AMORE, SESSO E ALTRE QUESTIONI DI POLITICA ESTERA

L’esordio al romanzo del commediografo britannico Jesse Armstrong,  “Amore, Sesso e altre questioni di politica estera” mi ha attratta immediatamente: Fazi Editore lo presentava come un incontro tra Nick Hornby e Emir Kustorica. Non ho saputo resistere.

L’incipit mi ha letteralmente stregata:

“Ero a Londra, in una stanza che pullulava di gente snob. Talmente snob che quella parola non la usava mai. Siccome sono un tipo sveglio, mi ci volle un attimo a rendermi conto che “snob” è un termine quasi indecente. Ma in realtà è molto diffuso. “Magnifico” e “chic” sono i termini che la gente snob usa per descrivere case, persone e feste molto snob. E se a quelle feste lo snob dovesse imbattersi nel forestiero di turno che, seppur trasversalmente, sollevasse il tema dell’iniqua distribuzione di benessere e privilegi, dai quali i non snob sono estromessi, il tizio sarà gentilmente marchiato a fuoco con l’epiteto “muso lungo”, una ragnatela in cui si resta avviluppati senza via di scampo. Mai fare il muso lungo in mezzo agli snob. Anche questo l’ho capito in fretta.”

Ci avevo riconosciuto tutto lo humour e il cinismo sarcastico del mio preferito (Nick Hornby) ed ero curiosissima di vedere come il commediografo avrebbe dipanato i fili della trama, che mi sembrava davvero curiosa. E’ il 1994, i Balcani sono scossi dalla guerra e dalla ridistribuzione di territori e persone e un gruppo di ragazzi con idee di pace un pò radical chic decide di partire a bordo di un mini van per portare a Sarajevo uno spettacolo teatrale sul tema della pace e della convivenza tra i popoli.

Peccato che, nel suo svolgersi, la storia di Andrew, muratore gallese che si trova a vivere e lavorare nei sobborghi di Manchester e che decide, travolto da una grande passione non solo per la politica estera ma (soprattutto) dalla passione per Penny, giovane socialite della Londra benestante impegnata in una lotta all’ultimo sangue per imporre alla famiglia e alla società l’ideale della pace globale, non mi abbia avvinta come speravo. Gli elementi “classici” della commedia ci sono tutti: un protagonista non particolarmente bello né brillante; una bella ragazza con forti ideali e tanti soldi; un leader carismatico che convince la bella a partire; l’avvenente e affascinante antagonista, che si litiga le attenzioni della bella; una buona dose di equivoci ed episodi al limite del farsesco.

Un road trip a tratti quasi tragicomico che racconta gli orrori della guerra e del dopo guerra e, in chiave comico-sarcastica,  le aberrazioni alle quali le ideologie e le teorie possono portare.

Giudizio complessivo 7/10

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