Quello che le mamme non dicono: i sensi di colpa.

La maternità: fonte inesauribile di gioia e felicità, spesso.

Ho mio malgrado scoperto, però, che all’essere madre si legano, inevitabili e onnipresenti, i sensi di colpa.

Sempre più spesso leggo sui blog, sui social o sento nelle stories e nei video di youtube di mamme che si pongono mille domande legate al tempo (sempre troppo o troppo poco) che si dedica nell’ordine al lavoro (lavoro troppo? lavoro troppo poco?), ai figli (riuscirò a dargli la giusta attenzione? sarò abbastanza presente? sarò troppo presente?), alla casa (è abbastanza pulita? le dedico abbastanza cura? la sto trascurando?), al marito (sono una moglie presente? mio marito si sente abbandonato?) e, in ultima istanza, a se stesse (sono egoista? mi sto trascurando?).

STOOOOOOOP

Calma, fermiamoci un attimo e respiriamo profondamente.

Una delle mie priorità dal momento in cui sono rimasta incinta è sempre stata quella di mantenere intatta me stessa, le mie passioni, i miei interessi e il mio lavoro, anche nel mio nuovo ruolo di madre.

Non mi sento egoista per non aver rinunciato a lavorare;  non mi sento una madre assente quando lascio mio figlio al nido la mattina (nido, tra l’altro cercato e selezionato con cura e attenzione) e lo recupero sudato e felice al pomeriggio; non mi sento una donna mancata (anzi) quando apro la porta alla ragazza che settimanalmente viene ad aiutarmi a tenere la casa in modo dignitoso e igienico; non mi sento una madre degenere quando (e se) vado in palestra/dal parrucchiere/dall’estetista o, perché no, a bere un gin tonic con le amiche (e mi diverto).

Perché? Perché ho sempre ritenuto, e continuo ad esserne convinta, che per essere una madre soddisfatta e soddisfacente e una moglie serena sia necessario, prima di tutto, essere in pace con me stessa. E non potrei mai essere in pace con me stessa se mi trascurassi.

Ho grande stima per le madri che, nella leggenda, “riescono a fare tutto da sole”: non sono vere, sono come gli unicorni!

Ma la mia stima per loro, professioniste affermate o casalinghe soddisfatte, non diminuisce, ma cresce, quando le sento ammettere la fatica che (CI) costa far tornare tutto. Perché si, è possibile riuscire a rimanere se stesse, avere una casa decente (attenzione: Decente!), dei figli sereni, una vita di coppia soddisfacente  … ma a caro prezzo!

Per quelle che, come me, amano fare da sole … la battaglia è ardua: bisogna Chiedere Aiuto e Lasciarsi Aiutare!

Vi raccontavo già nel primo post dopo il parto che quello era per me lo step più difficile…ho imparato!

1 Month into Motherhood

Ho imparato a chiedere aiuto a mia madre, alla ragazza delle pulizie, alle maestre del nido, agli amici e a chiunque sia disposto a darmelo per riuscire a chiudere il cerchio.

Avete notato che non ho nominato mio marito tra le persone a cui chiedere aiuto? Si, perché lui si è imbarcato in questa avventura di vita chiamata famiglia insieme a me e quindi non mi aiuta: semplicemente svolge la sua parte fondamentale e imprescindibile nella nostra vita famigliare.

(Questo, ovviamente, non rende il suo aiuto meno prezioso: lo rende fondamentale!!!! Ma, come non vengo ringraziata se stiro una camicia, così non devo sentirmi in obbligo di ringraziare se lui si occupa di Gregorio mentre io lavoro … giusto?).

Ogni tanto è meglio ribadire questi concetti, perché anche quelle che sembrano Wonder Woman: lavoro, carriera, eventi, vacanze, marito, figli, ogni tanto calano la maschera e si mostrano per quello che sono: Donne come tutte le altre, che hanno imparato (e continuano a imparare) come si può fare per fare tutto e farlo in maniera (quasi) soddisfacente…

Non vi nascondo che quando ho visto questo video di una delle mie Youtuber preferite, Chriselle Lim (Che, tra l’altro, ha partorito la sua Chloe un annetto scarso prima della nascita di Gregorio e che quindi mi ha accompagnata nella gravidanza e nel post partum), che confidava di sentirsi una madre orribile perché era a Parigi per la Fashion Week e si stava perdendo il primo saggio di danza della sua bambina…una lacrimuccia mi è scesa!

Poi ho pensato, Santiddio Chriselle sii forte e tieni duro: stai lavorando per dare un futuro alla tua bambina e per garantirle una madre orgogliosa di lei e di se stessa! Poi ho pensato … è proprio vero: cambiano le latitudini, i mestieri, le etnie … ma i sensi di colpa delle mamme, sono uguali per tutte!

S.

1 Comment to "Quello che le mamme non dicono: i sensi di colpa."

  1. La vera domanda e’: come mai i padri, presenti o assenti che siano, non si fanno tutte queste paturnie???
    Ciao

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