MISS JERUSALEM – LEGGENDO & SCRIVENDO

“Sai cos’è l’amore, David?” ha sussurrato Moise. “Amore è scegliersi una moglie che sarà l’amica di una vita, una donna con cui vuoi trascorrere il resto dei tuoi giorni, che metterà al mondo i vostri figli. Amore è vivere insieme. Andare al lavoro, portare a casa lo stipendio, crescere i figli, questo è amore. L’amore che rimpiangi è una fantasia adatta a quando eri un ragazzo, subito dopo la guerra. Rimpiangi una cosa che non avrebbe resistito nemmeno un giorno dopo il congedo dall’esercito inglese, una cosa che non sarebbe sopravvissuta un minuto se l’avessi portata a Gerusalemme.”

Miss Jerusalem è a tutti gli effetti una saga familiare.

Il primo paragone che mi viene alla mente è quello con i celeberrimi Buddenbrook di Thomas Mann anche se “il bestseller più letto in Israele nell’ultimo decennio” si differenzia dal caposaldo della letteratura tedesca sotto molti aspetti: primo fra tutti l’ambientazione ma anche, e forse più importante ancora per il lettore, per il fulcro della vicenda interamente centrato sulle donne della famiglia Hermosa.

Ci troviamo a Gerusalemme e seguiamo le vicende della famiglia Hermosa dal suo arrivo in Israele dalla Spagna, attraverso il Novecento passando dal dominio inglese alle Guerre Mondiali, dalla Guerra dei Sei Giorni alla contemporaneità.

Il fil rouge che accomuna le diverse generazioni di Hermosa è una sorta di maledizione che condanna le donne della famiglia ad essere sposate a uomini che non le amano e così, generazione dopo generazione, le donne Hermosa conducono una vita di struggente dolore.

Centrale alla vicenda della famiglia è la storia di Luna, la bella e frizzante figlia di Gabriel Hermosa, che vive a Gerusalemme una vita di gioie e dolori, di feste e amori e che rispecchia a pieno il destino delle donne Hermosa: nonostante la sua bellezza, che le vale il titolo di Miss Jerusalem, Luna non riesce a vivere la vita che vorrebbe, a sentirsi davvero felice ma soprattutto a farsi amare dal marito.

Il lettore ripercorre la storia della famiglia, e di Luna in particolare modo, a ritroso attraverso gli occhi della figlia, Gabriela, che scoprirà verità, svelerà segreti e porterà alla luce tutte le menzogne nelle quali la famiglia ha vissuto per anni.

Unica pecca del romanzo, lo stile piuttosto lento, molto descrittivo e decisamente ostico per chi, come me, non ama particolarmente le lunghe e dettagliate descrizioni. Nonostante questo aspetto, devo ammettere di aver molto apprezzato il romanzo che è riuscito, soprattutto nella seconda parte, a catturare la mia attenzione.

Complessivamente 6/10

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