IL LIBRO NELLA BORSA #3 – UNA PAGINA D’AMORE

Una Pagina d’Amore – Emile Zola – Edizioni Clichy Père Lachaise – 2017 – pp 483 – 14€

Uno dei libri più complessi e forti del ciclo dei Rougon-Maquart, che si pone concettualmente e temporalmente tra L’Assommoir e Nana, da decenni introvabile in italiano.

Parigi, 1853. Hélène è rimasta vedova con una figlia malata e vive isolata sacrificando la propria vita e la propria bellezza per lei. In una notte di delirio febbrile chiama in aiuto un vicino di casa, il dottor Henri. Nasce quasi immediatamente un amore che travolge, oltre al matrimonio di lui, anche la scelta di Hélène di dedicarsi unicamente alla figlia, la quale, avvelenata dalla gelosia, si espone a un temporale e si ammala a morte. Hélène, prostrata dalla colpa, rinuncia al suo vero e sincero amore, si rinchiude di nuovo in se stessa e, infine, in una sorta di cieca insensibilità alla vita, sposa un uomo bravo, onesto e incolore che le viene proposto dall’abate amico di famiglia.

“[…]’Venite’, mormorò monsieur Rambaud. Ma Hélène, con un gesto, lo pregò di attendere. Restava sola, le pareva che una pagina delle sua vita fosse stata strappata. Quando vide le ultime persone scomparire, si inginocchiò penosamente davanti alla tomba. L’abate Jouve non si era ancora alzato. Entrambi pregarono a lungo, poi, senza parlare, con il suo sguardo limpido di carità e di perdono, il prete l’aiuto a rimettersi in piedi. ‘Dalle il tuo braccio’ disse semplicemente a monsieur Rambaud. All’orizzonte, Parigi si rivestiva di luce d’oro nella radiosa mattina di primavera. Nel cimitero un fringuello cantava”.

Da Wikipedia un piccolo approfondimento sul ciclo di venti romanzi dei Rougon-Maquart:

“[…] I Rougon-Macquart. Storia naturale e sociale di una famiglia sotto il Secondo Impero’ (Les Rougon-Macquart. Histoire naturelle et sociale d’une famille sous le Second Empire) è un ciclo di venti romanzi dello scrittore francese Émile Zola pubblicati tra il 1871 e il 1893. […] Per quanto ogni romanzo possa essere letto a sé stante, l’ordine cronologico della loro stesura[1] può essere alterato secondo il suggerimento dello stesso Zola[2] che ne diede uno possibile secondo i numeri 1, 6, 2, 18, 16, 4, 10, 11, 5, 8, 3, 12, 7, 14, 17, 13, 9, 15, 19 e 20. […]

Con questi romanzi Zola intende descrivere la vita di una ricca famiglia attraverso il loro albero genealogico riflettendo così la storia di un’epoca: quella che a partire dal colpo di Stato fino alla sconfitta di Sedan portò la Francia sull’orlo della rovina.

Nell’introduzione all’opera l’Autore delinea il suo progetto narrativo che è quello di rappresentare la società contemporanea in modo scientifico, in quanto studiata nelle sue determinazioni genetiche e sociali, oltre che nelle determinazioni dovute all’ambiente e al tempo storico, individuate come altrettante “leggi”[3].

L’autore, in linea con i principi letterari del naturalismo, vuole dimostrare che l’ereditarietà, così come la gravità, ha leggi ben precise “e che tra vizi e virtù ogni ambiente offre all’artista un mezzo espressivo e nello stesso tempo un’ispirazione scientifica, guidata al beneficio dell’umanità”[4].”

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