L’arte del riordino (secondo me) a.k.a riflessioni su “Il Magico Potere del Riordino”

Sono fermamente convinta che se Marie Kondo entrasse in casa mia si metterebbe le mani nei capelli.

Mi sono approcciata a “Il Magico Potere del Riordino“, bestseller di fama mondiale scritto dalla giapponese ideatrice del metodo Konmari, affascinata dall’idea di poter risolvere l’annoso problema della confusione che regna sovrana in casa mia.

Ma devo riconoscere di essere rimasta delusa dalla prima affermazione della consulente domestica per eccellente. La prima cosa da fare per risolvere il problema del disordine, infatti, sarebbe buttare via il superfluo.

Ora, non penso ci voglia una particolare abilità per tenere in ordine 30 libri (cifra dichiarata dall’autrice nel testo). Per forza si possono riporre in ordine su una mensola all’interno dell’armadio a muro. La vera abilità sarebbe riuscire a riordinare una libreria con 5oo tomi!

Lo stesso vale per l’armadio: è ovvio che conservando pochi abiti l’ordine sia più facile da mantenere.

Il principio fondamentale da seguire è “conserva solo ciò che ti da emozione“. Ma se quegli oggetti non mi trasmettessero nulla me ne sarei già disfatta tempo fa.

Mi rendo conto, ovviamente, che il grave problema che mi affligge è l’accumulo di oggetti ma non ho nessun interesse a liberarmi dei libri già letti o delle fotografie del passato come invita a fare la Kondo.

Inoltre leggere inviti a buttare via estratti conto, garanzie e documenti (tanto non vi serviranno mai) ma soprattutto frasi come “se avete manuali o corsi di lingua mai usati buttateli via; se dovessero servirvi potrete sempre acquistarli di nuovo” non può non urtarmi.

Forse io e Marie non siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Detto questo ho trovato interessanti alcune idee proposte dal metodo Konmari e qui ve le segnalo:

1) organizzare gli oggetti (in particolare i capi di vestiario) in verticale nei cassetti (come mostra questo video);

2) sistemare i capi seguendo una scala cromatica dal più chiaro al più scuro;

3) usare le scatole da scarpe e i loro coperchi come divisori e organizers;

4) appendere all’interno dell’armadio immagini che ci fanno stare bene;

5) inserire una borsa dentro l’altra per ridurre l’ingombro e mantenerle in forma;

6) riporre più oggetti possibile all’interno dei mobili per evitare la sensazione di disordine e facilitare le operazioni di pulizia;

7) disfarsi di quello che non ci piace più che rimane ad occupare spazio in casa per inerzia o pigrizia.

Mi piace l’idea romantica che “riordinare equivalga a fare un inventario della [nostra] interiorità” e che “riordinare sia al 90% un atto mentale” e che sia necessario ringraziare gli oggetti che usiamo ogni giorno per il compito che svolgono nella nostra vita (borse, abiti ed elettrodomestici compresi) … ma non so proprio se il metodo Konmari faccia per me!

In ogni caso arigatou Marie per aver condiviso con me la tua filosofia del riordino!

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