LA PRIMA VERITA’ – LEGGENDO & SCRIVENDO

Ok, lo ammetto: generalmente non mi faccio trascinare nel vortice dei libri vincitori di Premi Letterari. MA questa volta, complice il fatto che mio padre (Lode al Padre!) il giorno dopo la proclamazione del Premio Campiello 2016 ha deciso di acquistarne la copia cartacea … mi sono fatta tirare e l’ho letto.

La prima verità è un libro davvero drammatico che racconta le terribili verità nascoste dietro le mura del manicomio-prigione dell’isola greca di Leros, sgomberato dalla comunità internazionale nei primi anni ’90, in seguito all’emergere della drammaticità di quanto avvenuto sulla sperduta isola greca per anni.

Manicomio-Prigione è il termine perfetto per descrivere l’inquietante realtà che per anni ha visto convivere nello stesso edificio (separati solo da una rete metallica) i “matti” (ovvero i reietti, gli abbandonati dalla società, i malati) e i prigionieri politici, gli avversari del regime, tutti coloro che avevano osato opporsi alla parola del regime dittatoriale.

La Vinci ci racconta in presa diretta la realtà di Leros attraverso gli occhi di Angela, giovane laureanda in giurisprudenza italiana che nel 1992 sbarca sull’isola come volontaria nell’ambito del progetto di smantellamento dell’isola-prigione imposto dalla comunità internazionale.

Una volta a Leros, Angela incontrerà una verità inquietante e disturbante e avrà modo di scoprire le storie che si celano dietro i volti distrutti e le carte ingiallite dal tempo degli “archivi” del manicomio-prigione. Con uno studiato ed efficace gioco di salti temporali, l’autrice ci presenta alcuni degli “ospiti” giunti a Leros ognuno con una motivazione diversa, ognuno con la propria tragica storia.

Unico neo, dal mio punto di vista, una sezione inserita nella vicenda e interamente dedicata al trattamento sociale dedicato ai “matti” in Italia nell’infanzia dell’autrice. Ho trovato l’inserto “estraneo” alla vicenda, come un’aggiunta inutile o ad ogni modo superflua, come un tassello che, pur affine per tematiche, non si amalgama del tutto con le vicende e i personaggi di Leros.

Una storia straziante e dolorosa, una testimonianza romanzata di una terribile verità.

Un libro che merita di essere letto, premio o non premio.

Giudizio complessivo 8/10

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