IL PUZZLE DI DIO – LEGGENDO & SCRIVENDO

“Possibile che un dio potesse volere questo dagli uomini: uccidere coloro che si amano per dimostrare la propria obbedienza? Possibile che un dio potesse esserecosì simile a suo padre e al padre di Saro e a tutti i padri che avevano preteso obbedienza dai figli?
Non sarebbe stato così se gli essere umani avessero saputo immaginare una divinità che non era padre, ma madre.
Una madre non uccide i propri figli, non chiede loro sacrifici impossibili, li accetta per quello che sono, li ama per il solo motivo di averli generati.
Ma il mondo non appartiene alle donne e il solo dio che Daniel riusciva a immaginare aveva il volto barbuto e lo sguardo feroce dell’uomo che lo aveva chiamato shahid e che gli aveva promesso, in cambio dell’inferno in terra, la gloria eterna”

I servizi segreti di Italia, Stati Uniti e Russia si contendono i pezzi di un misterioso mosaico composto da 348 tessere disseminate ai 4 angoli del globo e risalente al periodo cenozoico che cela un messaggio per l’umanità. Le “tessere” sono delle vere e proprie lastre in pietra minerale che recano sulla superficie una serie di incisioni in tre dimensioni che riproducono le fattezze della Terra nel Cenozoico e una alcuni caratteri appartenenti a un alfabeto sconosciuto.

Chi è l’autore del mosaico e qual è il suo messaggio per l’umanità? Ma soprattutto, come è possibile che qualcuno abbia inciso un mosaico di tali fattezze e dimensioni nel cenozoico con lo scopo di trasmettere un messaggio all’umanità del futuro?

Queste e altre domande trovano intrigante risposta ne Il Puzzle di Dio, romanzo scritto a quattro mani da Loredana Falcone e Laura Costantini ed edito GoWare.

Le 500 pagine di questo interessante thriller che un po’ ricorda le atmosfere mistico-religiose del migliore Dan Brown, portano il lettore in un viaggio tra Roma, il Nepal e il Marocco alla ricerca delle tessere mancanti ma soprattutto delle risposte alle molte domande che affollano la testa dei protagonisti (e del lettore).

I personaggi sono ben delineati, è facile immedesimarsi con loro, con il loro straniamento, il loro stupore e la loro curiosità, sempre più stuzzicata dall’emergere di nuovi e continui colpi di scena.

Rimane ancora una domanda, che trova la sua risposta solo nel finale del libro, cosa lega il Puzzle di Dio alle vicende sentimentali e umane di una coppia di omosessuali che vive nella provincia torinese?

Un bel romanzo, ben scritto e ben intrecciato che tiene il lettore incollato alle pagine fino alla (lasciatemi dire da gran ottimista e romantica quale sono, triste) conclusione.

Giudizio complessivo 8/10

 

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