DWS – 3D Printing – Vicenza Oro 2014

DWS – Lo confesso … la prima volta che ho sentito parlare di Stampante in 3D è stato in una puntata di Big Ben Theory (per intendersi, quella in cui Raji e Wolowitz ne acquistano una per realizzare delle action figures di sé stessi).

Mai avrei pensato che questa tecnologia così avanzata e avveniristica potesse incrociare la mia strada (soprattutto nel breve periodo). Così non è stato: già nel prepararmi alla visita a Vicenza Oro, infatti, ho scoperto dell’esistenza della Mostra “Intorno al Futuro” e della possibilità di assistere alla realizzazione di un gioiello in 3D proprio presso la fiera.

Per questioni logistiche (ok, in realtà io e Paola The Mora Smoothie ci siamo perse e siamo arrivate in ritardo alla dimostrazione) non ci è stato possibile assistere all’evento pubblico ma, forse, siamo state ancora più fortunate.

Approfittando di un momento di tranquillità, infatti, Matteo di DWS (Digital Wax System), l’azienda vicentina che dal 2007 produce stampanti 3D, ci ha dettagliatamente illustrato il mondo della Stampa 3D e le sue potenzialità.

Nel mostrarci il macchinario e il suo funzionamento Matteo è riuscito a rendere comprensibile persino a me e Paola una tecnologia così complessa come quella della Stampa Digitale che “muterà drasticamente il futuro del gioiello, influendo tanto sul processo progettuale del designer quanto su quello produttivo dell’azienda consentendo personalizzazioni e varianti altrimenti molto lunghe e costose”, nelle parole di Alba Cappellieri, professore del Politecnico di Milano, partner della mostra, nel saggio I Futuri del Gioiello contenuto nel volume Intorno al Futuro edito in occasione di Vicenza Oro.

Sempre la Cappellieri parla della Stampa 3D applicata al gioiello come di “un’innovazione che porta l’immaterialità tecnologica alla fisicità degli oggetti del mondo reale, qualcosa che nasce digitale e diventa reale e che con il tempo diventerà sempre più accessibile, intuitiva, facile da usare e definita”.

Ma come funziona il processo di stampa 3D?

Non tento nemmeno di spiegarvelo io e ricorro nuovamente a questa preziosa pubblicazione e alle parole della professoressa Del Curto, docente del Politecnico di Milano, “il file CAD viene esportato nel formato STL per l’acquisizione della geometria dell’oggetto da realizzare, successivamente la geometria viene tagliata lungo piani paralleli al piano di fabbricazione in quello che viene definito slicing. Infine vengono generati i toolpaths, ovvero le traiettorie che l’utensile della macchina dovrà seguire nelle fasi produttive”.

Tutto chiaro?

In termini spiccioli si parte da un progetto digitale, la macchina rielabora e seziona il progetto e, attraverso una serie di tecnologie che variano a seconda del produttore, del materiale e delle necessità del progetto, crea una sovrapposizione di strati successivi fino a raggiungere il risultato finale, l’esatta replica in 3D del progetto digitale iniziale.

Nelle parole della professoressa Del Curto la stampa 3D è in grado di “dare forma  a un’idea, all’immaginazione, aggiungendo e sovrapponendo strati di materia.”

Per ottenere buoni risultati, naturalmente, sono necessari ottimi materiali e proprio in questo campo DWS si sta sempre più specializzando. Matteo ci raccontava di come, durante un’importante fiera appena conclusasi a Las Vegas, il piccolo stand italiano si sia ritrovato fianco a fianco con un colosso della stampa 3D americana (per capirsi quello citato nella mia amatissima serie tv) e di come ancora una volta la qualità e la ricerca dei materiali italiani abbiano surclassato il competitor straniero: la storia di Davide e Golia ci piace sempre!

Questa tecnica non ha solo applicazioni nel mondo della tecnologia, del design e del gioiello ma anche in quello delle strutture medicali (maggiori info sul sito di DWS).

Nelle parole dei designers di gioielli che hanno avuto modo di cimentarsi con la stampa 3D in occasione del progetto Intorno al Futuro la stampa 3D è uno “strumento” che concede grande “libertà” e che permette di veder realizzato “in tempo reale” (circa 2 ore) il proprio disegno.

I pezzi che più mi sono piaciuti tra quelli esposti?

– Rosaspina by Francesca Gabrielli

– i Camei in 3D di Vivian Meller e Laura Alvarado

– Your Song by Brech (un anello carillon completamente personalizzabile).

Un metodo, quindi, che consente di “unire le possibilità produttive tipiche dei sistemi di produzione di massa, in grado di produrre alti volumi a bassi costi, con processi flessibili per la produzione di prodotti e servizi studiati ad hoc per il singolo individuo”.

Con questa Terza Rivoluzione Industriale, quindi, si punta alla qualità, alla personalizzazione pur nell’industrializzazione e alla velocità

Proprio di un caso di Fast Jewelry si occupa oggi Paola su www.themorasmoothie.com raccontando del nostro incontro con APM Monaco, non perdetevelo.

Bisous

S.

IMG_0617 IMG_0628

I gotta confess it … I’ve only heard about 3D Printers once in my life and it was in an episode of Big Ben Theory (the one when Raji and Wolowitz buy such a printer in order to create their own action figures).

I’d never thought that I’d have the chance to see a 3D printer in my life (not to mention in the short period). Well, I was reading the press release before going to Vicenza Oro when I discovered that during the Fair there would have been the Exhibition “Around The Future” specifically dealing with 3D Printing Techniques in Jewelry Design (with a practical demonstration too!).

Due to logistic problems (ok … actually Paola The Mora Smoothie and I got lost and we got to the demonstration booth too late) we couldn’t see the public event but we had a very special chance though. Since it was a really quite moment, Matteo from DWS (Digital Wax System), the firm from Vicenza that started producing 3D Printers in 2007, explained us the 3D Print Universe and all its potentiality.

Matteo accomplished a really hard job: he explained the 3D printing techniques in such a simple and easy-to-understand way that even Paola and I got it straight. We are talking about a technology that according to professor Alba Cappellieri of Politecnico di Milano (The University is partner of the exhibition and curator of the precious volume Around the Future distributed during Vicenza Oro) in her essay The Futures of the Jewelwill change radically the world of jewelry, influencing the designers’ design process and the company’s production process, allowing customizing and variants that would otherwise be very long and expensive”.

Professor Cappellieri also defines 3D Print as “a technology that takes the non-material nature of technology to the physical nature of real world objects, something that is born digital and becomes real and in time will become more and more accessible, intuitive, easy to use and defined”.

So, how does 3D Printing Process actually work?

I’m not trying to explain it myself. I’d rather quote the precious volume again.

This time I’m quoting professor Del Curto, from Politecnico di Milano, “The CAD file is exported in STL format to acquire the geometry of the object to be made, then the geometry is cut along planes parallel to the work bench in what is commonly defined as slicing. Finally the tool paths, or the trajectories that the machine tool must follow in the production stages, are produced.”

Easy, right?

Ok, let’s talk easier here: everything starts with a digital project; the machine elaborate and divide the project into sections. Now, depending on the technology employed (this depends on the materials, the producer and the specific details of the project), the machine creates the object just layering different parts of that same object. The result is the exact 3D replica of the starting project.

Quoting againg Professor Del Curto, 3D Print allows designers “to being able t ogive form to an idea, to the imagination, by addingg and superimposing layers of material”.

In order to obtain good results the machine has to use the best material. This is exactly the field where DWS is focusing its research and projects.

Matteo told us about his last technology Fair in Las Vegas: the little Italian booth was just next to the huge booth belonging to on of the most important 3D printer producer in the US (actually, the one quoted in my beloved TV Series). Well, Matteo told us that, despite the small dimension of the booth and the firm, the Italian materials and techniques seduced the public that preferred their products to the competitors’ ones. (We love hearring about David and Golia histories!).

The 3D Print technique could be applied to many fields: design and jewelry but also medicine (check DWS website for more infos).

The designers that had the chance to take part to the project Around The Future involving 3D Print technique in Jewelry Design defined 3D Print as a “tool” that gives to the designer “complete freedom” and allows him to see “immediately” (in 2 hours approximately) the actual realization of his project.

Which are the creations I loved the most?

– Rosaspina by Francesca Gabrielli

– 3D Cameos by Vivian Meller and Laura Alvarado

– Your Song by Brech (a carillon ring 100% customizable).

It’s a method that “unites the production possibilities typical of mass production systems, capacle of producing high volumes at low costs, with flexible processes for the production of products and services designed specifically for each individual”.

This 3rd Industrial Revolution focuses the attention on quality, customization in an industrialized production process and speed.

Today Paola is writing about an interesting story about Fast Jewelry. Go to www.themorasmoothie.com and discover the story of our meeting with APM Monaco.

Enjoy!

Bisous

S.

IMG_0621 portrait me rosaspina

0 Comments

Leave a comment