DIARIO DI UNA MAMMA #SETTEMBRE2016

Sono qui che, in una cameretta completamente buia, alle 6 del pomeriggio e con un audible nelle orecchie per non impazzire, spingo il passeggino con Gregorio che si lamenta.

Mai momento mi è sembrato più propizio per scrivere questo nuovo aggiornamento del mio Diario di una Mamma. Perché sono capaci tutti di scrivere solo delle cose belle; dei sorrisi, dei giochi e delle coccole … No, bisogna ricordare e raccontare anche i momenti difficili, perché, in fondo, sono questi ultimi che ci fanno così tanto apprezzare quelli belli e spensierati.

Dicevamo, sono qui che spingo avanti e indietro il passeggino ultraleggero (che con i quasi 15 kg di Gregorio sopra poi tanto leggero non è [nota personale: informati per comprare passeggino più leggero!]) e penso a quanto sia stato importante per Noi (si, perché nei diari delle mamme si parla sempre al plurale) quest’ultimo mese.

Perché oramai lo sanno tutti cosa è successo questo mese, giusto? No? Ma allora non ci guardi su Snapchat (@nonsoloshopping) … ti consiglio di farlo!

Beh, dicevamo; questo mese è stato davvero uno di quelli da segnare in agenda: abbiamo (notare il plurale) iniziato il nido!

Questo cambiamento epocale ha avuto due conseguenze:

  • #liberatelamamma ovvero ho finalmente mezza giornata libera per lavorare tutti i giorni (tranne i weekend!)
  • Gregorio ci sta facendo pagare a caro prezzo questa decisione.

La scelta di mandarlo al nido è maturata con il tempo (oddio, io lo avevo già deciso al giorno 4 della nostra convivenza) e si è fatta necessità quando la nonna ha espresso dubbi in merito alla propria resistenza con piccolo Unno. Quindi, all’alba dei 17 mesi Gregorio ha (finalmente) varcato la soglia coloratissima del suo nuovo Nido.

Trovare un nido che mi piacesse, che si adattasse alle mie esigenze e che mi facesse stare tranquilla non è stato semplicissimo. Ma nemmeno difficilissimo. Alla fine la scelta è caduta su un micronido bilingue piuttosto comodo rispetto a casa, bella struttura, maestre simpatiche, doppia lingua italiano-inglese, cucina interna, tanti giochi … insomma un piccolo paradiso!

Nei colloqui pre-inserimento le maestre ci avevamo preparati alle peggio rivendicazioni e reazioni da parte del piccolo inquilino che, devo ammetterlo, si è dimostrato pronto ad entrare in accademia militare. Si, perché mio figlio, fatto salvo per un piccolo, minuscolo pianterello della durata di 2 minuti e dico 2 il primo giorno in cui me ne sono andata lasciandolo lì, non ha mai opposto resistenza.

Arriva al nido la mattina e scalpita perché lo portino dentro, a mala pena mi saluta quando prende per mano la maestra e sparisce in corrioio, ore dopo ne riemerge con la stessa faccia da teppista e con i suoi Tigre e Asino (nota per te Mom-To-Be: procurati peluche della dimensione giusta per essere portati ovunque e che possano essere cacciati spesso in lavatrice), mi si avvicina quel tanto che basta per farsi mettere le scarpe e poi inizia a spingere per uscire e tornare a casa.

MA ho promesso di raccontarvi le magagne e non il paradiso: Piccolo Unno ha iniziato uno sciopero della fame. Al nido si ciba solo di merenda (frutta, pane e dolcetti vari) e a casa mangia lo stretto necessario alla sua sopravvivenza. Ci sono bambini che non dormono più, bambini che piangono disperati ogni mattina, bambini che fanno i capricci e diventano cattivi … Ma Gregorio ha scelto la strada della resistenza passiva … LUI cerca di impietosirmi, LUI sa che io mi preoccupo se lui non mangia …

Ah…vi state chiedendo perché, visto che il “problema” è il cibo, io sia qui alle 18 a spingere un passeggino in cameretta? Semplice: mio figlio, con la pancia vuota, non riesce a dormire e quindi pisola il minimo indispensabile dopo “pranzo” (virgolette non casuali) e poi, tornato a casa, ha BISOGNO FISIOLOGICO di riposare ma non riesce a dormire senza aver prima mangiato …

Ma io sono felice: ho finalmente di nuovo tempo per me … e poi, forse, a forza di spingere avanti e indietro … si è addormentato!

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