Diario di una Lettrice (quasi) perbene #giugno2015

Rieccoci al consueto appuntamento mensile con il Diario di una Lettrice (quasi) Perbene, come sempre in collaborazione con Elisa (buon lavoro per la tesi di master!) e Alice (come procede il tuo blocco della lettrice?).

Ho iniziato il mese portando a termine la lettura di Primavera di Bellezza, l’opera di Beppe Fenoglio che, stando all’edizione critica in mio possesso, sarebbe stata pensata dall’autore come incipit delle vicende narrate ne Il Partigiano Johnny (che mi riprometto di leggere a breve). Le vicende del giovane Johnny sono ambientate nella Alba (Piemonte, la patria della Nutella per capirsi!) della fine della Seconda Guerra Mondiale e raccontano del suo addestramento militare. Lingua complessa, lessico ricercato e grande presenza di prestiti linguistici inglesi rendono la lettura di Fenoglio non esattamente agevole ma questa è una di quelle opere che volevo leggere da un po’, non fosse altro che per la passione che mio padre ha per questo autore e per il fatto che entrambi i miei genitori siano nati proprio nella sua Alba.

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Proprio mentre terminavo le vicende dell’8 settembre narrate da Fenoglio, Giunti è stata così disponibile da inviarmi in lettura Qualsiasi Cosa Significhi Amore di Guia Soncini e mi sono subito tuffata nelle vicende fatte di vergogna, menzogna e finzione narrate dall’autrice. Un romanzo al vetriolo che mette sotto accusa il mondo della comunicazione (TV e Carta Stampata) e la “società bene” italiana nella quale nessuno è chi dice di essere e tutto è finzione … persino quando la finzione stessa viene smascherata!

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Altrettanto piacevole è stata la mia esperienza con l’ultimo romanzo di Catherine Dunne, Un Terribile Amore. Le tremende, e a tratti strazianti, vicende di Pilar e Calista si dipanano per decenni tra l’Irlanda, Cipro e la Spagna per raccontare la storia di due donne molto diverse che pure condividono grandi dolori (e, a volte, anche qualche momento di gioia).

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Su suggerimento di Letizia avevo scaricato gratuitamente il pdf di A Calendar of Tales di Neil Gaiman: un divertissement letterario che nasce da un gioco iniziato dall’autore su Twitter con i suoi followers. Ogni mese Gaiman ha twittato una domanda e, scegliendo tra le risposte inviate dai suoi followers, ha composto un breve racconto a tema. L’unione dei 12 racconti compone questa interessante raccolta. Bella l’idea, piacevole il format, come spesso capita nelle raccolte di racconti alcuni mi sono piaciuti molto, altri meno.

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Con grande ritardo mi sono resa conto di avere nel mio Ipad il pdf del secondo romanzo di Vincenzo Costanza inviatomi dall’autore qualche mese fa. Ritorni racconta la strana vicenda di Nedo Nedi che, una volta morto, scopre che, per motivi di spazio, le porte dell’aldilà sono state chiuse. Il signor Nedi quindi diventa il primo dei Ritornanti, morti che ritornano sulla terra creando non pochi problemi alle istituzioni del nostro Paese. Un testo ironico davvero spassoso che mi ha permesso di passare qualche ora davvero piacevole.

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Ancora una raccolta di racconti, questa volta si tratta di Conti di Poco Conto come dice il sottotitolo. Dindalè di Armando Vertorano è una raccolta di storie che narrano vicende di poca importanza (ecco perché la scelta del titolo, che utilizza un vocabolo gergale che indica proprio cose di poca importanza). Anche in questo caso ho molto apprezzato alcuni racconti mentre con altri non sono proprio entrata in sintonia. Nel complesso una buona raccolta e una piacevole lettura.

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Non ho saputo resistere al fascino di un libro inviatomi da Bollati Boringhieri. E tu non sei tornato è la terribile testimonianza di Marceline Loridan-Ivens, ebrea polacca fatta prigioniera dai nazisti nel 1944 e deportata prima nel campo di Auschwitz-Birkenau, poi in quello di Bergen-Belsen e infine a Therensienstadt. Il memoir si articola come una lunga (ma non poi così tanto) lettera al padre, catturato con lei e mai tornato e riprende proprio le ultime parole del genitore “Tu forse tornerai perché sei giovane, io invece non tornerò”. Una lettura agile e spigliata che ci porta per mano attraverso il dramma della deportazione e il trauma del rientro in una società troppo pronta a cancellare quegli orrori senza soffermarsi in inutili patetismi e descrizioni. Un volumetto che merita di essere letto da tutti.

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Ho finito il mese in compagnia di Vivere con i Libri: un bel libro fotografico dedicato alle librerie e all’interiora design per librofili che mostra interessanti soluzioni di arredo per/con i libri.

prima

E questo è tutto, corro a leggere i diari delle mie due compagne di avventura!

Ci leggiamo il mese prossimo!

S.

 

1 Comment to "Diario di una Lettrice (quasi) perbene #giugno2015"

  1. Ciao Sara, lo sai che il Manuale di Nonna Papera che c’è nella foto all’inizio è stato uno dei miei primi libri, insieme al Manuale delle Giovani Marmotte 😀
    Gran belle letture, come sempre.
    Devo recuperare Gaiman che sono un po’ in astinenza: tu hai Hornby, io ho Gaiman.
    Baci e buone vacanze.

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