The Art of Packing – L’Arte di Fare la Valigia (?)

Riordinando la scrivania mi sono imbattuta in un vecchio articolo strappato (si, lo so è una pratica barbara ma io amo strappare gli articoli dalle riviste tanto quanto fare le orecchie ai libri) da Petit Luxes dedicato all’Arte di Fare la Valigia.

La questione “valigia” è un argomento di cui mi sono già occupata sia qui sul blog che sul canale Youtube. Tra l’altro, con il passare del tempo e con l’accumularsi dei viaggi, fatti ritengo di aver raggiunto una sorta di pace interiore e soprattutto una certa abilità nel preparare le mie valigie senza dover impazzire nè caricarmi di peso inutile.

Tuttavia, ogni volta che mi ritrovo a leggere uno di questi articoli o a guardare un video sull’organizzazione dell’ormai celeberrima SimplyNabiki (non conosci Ilenia? Corri a vedere un suo video!) immediatamente piomba su di me, implacabile, la sensazione provata quella volta in cui preparavo il mio zaino per il primo campo scout riassumibile soltanto in 3 parole: inadeguatezza, incertezza e panico!

Rileggevo l’articolo di Amalia Florean e riflettevo su come, anche nel caso dei viaggi, spesso mi trovi divisa tra “quella che vorrei essere” e “quella che so di essere”.

Vi faccio un esempio. Nelle prossime settimane mi troverò a preparare 2 valigie per 2 weekend fuori, il primo a Parigi, il secondo a Roma.

Il primo consiglio dell’articolo per la “valigia perfetta” recita “organizzare gli outfit per giorno e per occasione”. Benissimo, a questo punto, nella mia testa, io so perfettamente cosa mi piacerebbe indossare durante una passeggiata sul lungo Senna o per un romantico scatto fotografico sotto la Torre Eiffel. Altro e ben diverso, è l’outfit che so indosserò per vagabondare a piedi per le piovose vie parigine.

Allo stesso modo mi immagino passeggiare placidamente tra Piazza di Spagna e via dei Condotti in un semplice ma elegante look in nero e oro; ma so benissimo come invece mi ritroverò a correre tra una fermata e l’altra della metro romana cercando di fare entrare più cose possibile nel ristretto lasso di tempo di un week end.

Conclusione?

Ora non so più cosa mettere in valigia, e il primo dei due viaggi si avvicina … vedremo come ne verrò fuori!

Capita anche a voi di ritrovarvi divise tra “quella che voreste essere” e “quella che sapete di essere”?

Bisous

 S.

p.s. Per inteso: “quella che so di essere” mi sta molto simpatica e alla veneranda età di quasi 30 anni ho imparato anche ad apprezzarne l’ironia e i lati positivi ^_*

 ideal paris

real paris

During the last weekend I was re-organizing my desk and I found an article (yeah, I know I shouldn’t tear off pages from magazines…but I love it!) from a magazine called Petit Luxes about The Art of Packing.

“How to prepare the best luggage ever” is a matter I already discussed both here on the blog and on Youtube. Moreover, I got to think I’m quite good at making my luggage the best I can since I’ve been preparing by own luggage since long time ago and I travel quite frequently (and quite a lot too).

But anytime I read an article like the one by Amalia Florean or watch a “How to organize…” video by SimplyNabiki (if you don’t know her already, go on Youtube and search for her!) I immediately feel like when I was preparing my very first backpack for summer camp. How did I feel? Inadequate, Uncertain … PANIC!

I was reading the Petit Luxes article and I started thinking about how I feel divided into two me: “the ideal me” and “the real me”.

You need an example? Here it’s one ready for you.

In the next few weeks I’m going to spend two weekends away from home: one in Paris and another in Rome.

The very first step Amalia Florean states in the article is “organize your outfits on a day-by-day basis and according to each event)”.  Ok, in my mind I have a clear idea of what I would like to wear during a romantic walk along the Seine or just to take a charming picture of me in front of the Eiffel Tower. On the other hand, in my mind I can also clearly see what I will most probably wear to wander along the rainy Paris streets.

The same thing is valid for Rome too: I can perfectly picture me calmly walking in between Piazza di Spagna and Via Condotti with a simple but still elegant black and gold look and I perfectly see how I will most probably look like rumbling in and out the subway in order to take as much advantages as I can from the really short time of a weekend in such a big and chaotic city.

So what?

Now I don’t know what to put in my luggage and the first weekend away is already quite here … we’ll see how I will look like in Paris!

What about you?

Did it never happen to you to feel divided between “the ideal you” and “the real you”?

Bisous

 S.

p.s. I want to underline the fact that my age (almost 30) I came to quite like and appreciate the irony and the positive sides of “the real me” quite a lot ^_*

ideal rome

 

real rome

 

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