Antonio Guccione – From Jesus to Yves Saint Laurent

Antonio Guccione – “In fondo, non ho mai smesso di fare ritratti.

L’unica differenza è che non sono ritratti in vita ma ritratti in morte!”

Ecco come il fotografo Antonio Guccione ci ha introdotto alle opere esposte in occasione della mostra “From Jesus to Yves Saint Laurent” presso la Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter Arte Contemporanea di Milano.

Dopo una simile affermazione io e Paola The Mora Smoothie abbiamo avuto un attimo di shock e, con un semplice sguardo, non abbiamo potuto far altro che complimentarci con il maestro per la perfetta definizione scelta.

Sì, perché i teschi raccolti da Guccione non sono i teschi macabri e tristi ai quali ci hanno abituato. Il teschio in questo caso è un omaggio alla vita e non un simbolo di morte.

Come si legge nel catalogo della mostra “Il teschio non come rimasuglio di passato ma come scheggia diretta all’eternità”.

I personaggi rappresentati dalle fotografie di Guccione sono estremamente vivi, vibranti, comunicano immediatamente a chi li guarda la loro identità, la loro storia e il loro eterno messaggio.

Quando ho chiesto al maestro come scegliesse i personaggi di ritrarre mi ha guardata con i suoi occhi vivaci e curiosi e ha risposto “Bella Domanda, questa è difficile!”.

Per prima cosa Guccione ha selezionato un lasso temporale all’interno del quale scegliere i personaggi: dall’anno zero al 2008.

All’interno di questo periodo ha selezionato una serie di personaggi importanti che hanno lasciato traccia nella storia e che possedessero elementi e dettagli fortemente caratterizzanti.

Ecco quindi apparire in ordine Jesus, Napoleone Bonaparte, Marylin Monroe, Andy Warhol, Yves Saint Laurent e molti altri.

Per ogni personaggio Guccione ha condotto un’indagine approfondita della vita, dell’opera e dei gusti in modo da poterne realizzare un ritratto quanto più preciso, dettagliato e veritiero.

Il parrucchino sul teschio di Warhol è uno degli originali, così come originali sono gli occhiali del teschio Saint Laurent.

Anche la scelta della disposizione del testo accompagnatorio di ogni opera e del titolo non è casuale: le frasi si riferiscono a citazioni di parole pronunciate o scritte dal personaggio ritratto, mentre il titolo dell’opera riprende il nome e cognome del personaggio con luogo e anno della sua morte. Il testo, inoltre, va a comporre una croce per sigillare ulteriormente l’eternità di questi omaggi.

Proprio in quest’ottica di eternità e unicità rientra il lavoro pre e post scatto che Guccione porta avanti: in collaborazione con un istituto tedesco specializzato in medicina e criminologia, l’artista fornisce ai tecnici un’immagine del personaggio storico. Da questa immagine, il laboratorio elabora un teschio in resina il più simile possibile all’originale. Questo teschio viene poi lavorato da Guccione e situato in una scenografia creata ad hoc, solo a questo punto si passa alla fase di shooting.

Al termine della sessione di scatti, la scultura in resina (perché di sculture si tratta) viene distrutta per lasciare la fotografia come unica testimonianza.

La mia opera preferita?

Quella dedicata a Frida Kahlo, trovo che l’artista sia riuscito a riassumere la biografia e l’anima di questo personaggio femminile così forte e al contempo debole nel suo scatto … mozzafiato!

Per vedere l’evento attraverso gli occhi di Paola correte sul suo blog a leggere l’articolo!

E voi, cosa ne pensate?

Bisous

S.

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If you think about it, I never gave up shooting portraits.

It’s all a matter of definition: these are not life portraits but after death portraits!”.

This is how the photographer Antonio Guccione introduced us to his works belonging to the exhibition “From Jesus to Yves Saint Laurent” at show at Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter Arte Contemporanea in Milan.

Once he said this, Paola The Mora Smoothie and I exchanged a quick glance at congratulated the artist for his perfect definition of his works.

Guccione skulls are not macabre and sad skulls as the “traditional” ones.
The skull here is homage to life and not symbol of death.

As the exhibition catalogue states, “The skull is not a ruin of the past but a splinter directed towards eternity”.

The Personalities portrayed by Guccione are alive, vibrant and they immediately talk to the audience about who they were, how they lived their lives and what’s their eternal message.

When I asked him how did he choose the personalities for his portraits, Guccione looked at me with his lively and curious eyes and told me “Good Question, that’s a tough one!”

First of all he chose a time span: from year 0 to 2008.

In that time span he selected some relevant personalities that left a deep sign in history and that were characterized by distinguished and recognizable traits.

Here how Jesus, Napoleon Bonaparte, Marylin Monroe, Andy Warhol, Yves Saint Laurent and many other portraits were born.

Guccione deeply studied every personality biography, works and tastes in order to realize a detailed and truth portrait.

The wig worn by Andy Warhol skull is one of the original ones, the same could be said about the glasses worn by Yves Saint Laurent skull.

He studied how to display the portraits title and description too.

The title is composed of the name and surname of the Personality portrayed plus the place and year of his/her death. The description, made of a quote by the Personality portrayed, is displayed to create a cross. This is another way to seal the eternity of this homage.

The eternity seal is marked in the pre and post shooting work too.

Guccione works with a German instituted specialized in criminology and medical surgery. He gives them a picture of the Personality he wanna portrait and they realize a resin skull that replicates the original skull of the dead. Guccione works on the skull, painting it or setting it up for the pic. Then he starts shooting. After the shooting session, he destroys the sculpture (‘cause it’s a sculpture in the end) in order to let the pic to stay the only heritage of this work.

My fave pic?

The Frida Kahlo one. I think that Guccione was amazing in summarizing and expressing the complex biography and soul of this incredibly strong and in the meantime extremely weak woman … breathtaking!

To get a full account of the event from Paola’s perspective just head to her blog now!
Hope you liked it!

Bisous

S.

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