5 TO 1 – LEGGENDO & SCRIVENDO

Holly Bodger con il suo esordio, 5 to 1, ci porta a viaggiare con la fantasia in un universo distopico ma terribilmente realistico.

Immaginate un mondo nel quale la politica del controllo delle nascite ha portato ad un grave squilibrio tra il numero dei nati maschi e quello delle nate femmine.

Un mondo nel quale per un lungo, lunghissimo periodo, si è cercato in ogni modo e con ogni mezzo di ottenere sempre un figlio (unico) maschio. Per garantire la prosecuzione della storia famigliare, per mantenere la tradizione di un cognome, per avere la certezza di uno status sociale più alto perché basato su una ricchezza che si trasmette di padre in figlio.

Un mondo con un passato simile non può che avere un presente terribile. Perché quando nel passato si demonizza uno dei due sessi (quello femminile) è estremamente probabile che nel presente si assista ad una contro-demonizzazione.

Il 2054, in India, quindi è un momento storico nel quale la situazione si è ribaltata. Al comando della piccola repubblica indipendente di Koyanagar vi è una casta, le donne, che comanda in maniera dittatoriale e autoritaria sul sesso opposto.

La proporzione tra maschi e femmine ha raggiunto con il tempo il numero di 5 a 1 e per garantire ad ogni figlia di Koyanagar il miglior matrimonio possibile vengono organizzati dei test. 5 ragazzi affrontano una serie di prove (intellettuali e fisiche) per dimostrare la propria superiorità e conquistarsi una Moglie. Lei garantirà al marito e alla sua famiglia un futuro sereno e prospero, a patto che Lui le conceda una figlia femmina.

La Bodger ci racconta la storia di Una Ragazza e del Pretendente Numero 5 del suo test e lo fa attraverso una serie di capitoli nei quali si alternano i punti di vista.

La cosa davvero interessante in 5 to 1 è la scelta di differenziare anche graficamente il cambio di punto di vista. I capitoli raccontati da Sudasa hanno la struttura dei versi (notare, la struttura grafica quella metrica), mentre il racconto del Pretendente Numero 5 è in prosa. Bella anche l’idea di giocare con la forma, il font, la struttura e il significato delle parole.

Una bella narrazione, uno stile semplice e lineare. Il testo costituisce una buona prova per chi vuole provare ad approcciare la lettura in lingua (non è ancora stato tradotto in italiano) ma teme testi troppo complessi.

Unica speranza? Che non si tenti, ancora una volta, la via della narrazione per più volumi e si lasci la vicenda alla finale incertezza di questo volume.

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