30 anni, compleanno, la maternità e altri pensieri …

Se ci frequentiamo da un pò qui in rete, saprai che la scorsa settimana è stato il mio compleanno. Questo, però, è stato un compleanno un pò speciale: non solo è stato il primo compleanno da mamma; festeggiavo anche i miei 30 anni.

Amo profondamente il compleanno come occasione di prendersi del tempo da dedicare a quello che mi piace con le persone che più amo. Adoro organizzare feste e compleanni, creare situazioni nelle quali divertirsi con gli amici più intimi e realizzare feste a tema, regalini, attività etc. Per questa mia passione devo sicuramente ringraziare i miei genitori che, durante la mia infanzia, hanno sempre organizzato delle bellissime feste per me e i miei amici (con tanto di Cacce al Tesoro in giardino ^_^).

Quest’anno, però, con l’arrivo di Gregorio, la mia testa era su un altro pianeta e temevo che sarebbe stato un compleanno “mancato” … così non è stato: Mr. Marito si è messo di impegno e ha organizzato una serie di attività per la giornata del compleanno e un brunch a sorpresa con i nostri amici.

Proprio in occasione di una foto pubblicata sui social una ragazza mi ha chiesto quale dei due eventi mi avesse maggiormente “segnata”: i 30 anni o la maternità. L’ho trovata una domanda davvero affascinante e mi sono messa a riflettere su questa cosa.

In realtà l’avvenimento che ha maggiormente segnato l’anno (e la mia vita) è stato l’arrivo di Gregorio. I 30 anni sono una data importante e un traguardo da celebrare … ma devo riconoscere che ciò che ha cambiato radicalmente la mia prospettiva sulla vita e sui rapporti con gli altri è stata la maternità. Diventare mamma mi ha aperto gli occhi su tante cose: dover scendere a patti con la realtà che non sono più i tuoi bisogni ad essere primari ma quelli di quel piccolo esserino urlante ti porta per forza di cose a rivedere piani e rapporti. Ti rendi conto con estrema chiarezza delle cose davvero importanti e, cosa ancora più importante, realizzi quali sono i rapporti davvero sinceri e quelli semplicemente di facciata. Capisci quali sono le persone che davvero tengono a te perchè vedi che tengono al nuovo inquilino, che vogliono esserci per te e per lui e che fanno di tutto per creare le occasioni di incontrarsi. Avere un figlio non è un limite alla vita, è un invito a vivere in maniera diversa: si raddoppiano gli aperitivi, si triplicano le cene a casa e si riducono drasticamente le uscite serali ma questo non è un impedimento a frequentare amici e vedere gente, ANZI, è un modo di creare nuove occasioni, di stabilire nuovi rapporti e di creare situazioni diverse nelle quali approfondire amicizie e rinsaldare relazioni. Gli amici, quelli veri, sanno esserci SEMPRE e COMUNQUE perchè riescono a capire che ora l’unico che può permettersi di essere egoista è Gregorio, tutti gli altri devono prendere le proprie necessità e, per quanto possibile, accantonarle se decidono di voler far parte della sua vita. In questi 4 mesi ho capito molto delle persone che mi stanno intorno: ho capito su chi posso contare, chi tiene a noi (perchè non si tratta più di ME o di Mr Marito ma di NOI, un noi che comprende anche Gregorio) e, soprattutto, questi mesi hanno smascherato indelebilmente chi, adducendo varie motivazioni, non è stato capace di trovare un compromesso che gli permettesse di far parte delle nostre vite.

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La maturità dei 30 anni, però, mi permette di essere serena e di dire a queste persone che se non sono state capaci di creare un equilibrio con questa nuova realtà chi ci ha perso sono state senza ombra di dubbio loro. Sì, perchè sono loro che non sono stati al nostro fianco in questi 4 altalenanti primi mesi di vita di Gregorio e si sono persi l’occasione di essere presenti alle prime scoperte del nuovo inquilino ma soprattutto hanno rinunciato alla possibilità di conoscerlo davvero! E quindi, da mamma e da trentenne, posso dire che mi dispiace per loro perchè hanno perso moltissimo e quello che è perso non torna più!

Fammi sapere cosa ne pensi tu di quest’argomento e grazie infinite a Margherita per aver voluto condividere con me la sua opinione e aver così ispirato questo post!

Love, Live, Laugh

S.

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2 Comments

  1. Ciao Sara, io sono dall’altra parte della barricata, ossia di coloro che non vedono più coppie che con la nascita dei loro pargoli si sono chiuse in loro stesse escludendo chi è single perché “non capirebbe”. Se si vuole vedersi il modo lo si trova, ovvio che le modalità cambiano, però ci deve essere da entrambe le parti la volontà di non tagliare i ponti.
    In ogni caso…tanto peggio per loro 🙂

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    • confermo Elisa che, ovviamente, la verità è nel mezzo e che ogni caso è diverso (ho amici con figli di poco più grandi di Gregorio che non vedo da mesi e altri senza figli che vedo ogni fine settimana ^_^)

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